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Un angelo seduto tra i rifiuti e altre piccole storie quotidiane
comparsa su
Mangialibri
Un numero sbagliato è l'inizio di una relazione telefonica tra un ragazzo e una ragazza che si interrompe improvvisamente quando fra i due fa capolino l'idea del suicidio; un ragazzo disperato per la fine della sua storia d'amore rimorchia una tipa in discoteca ma mentre lei tenta di sedurlo lui scorge tra la folla la sua ex; un uomo che non riesce a dormire spia le abbuffate notturne di una donna sola e obesa; un acquazzone fa incontrare un ragazzo e una ragazza, che finiscono prima in un bar, poi si baciano e vanno a casa di lei. Qui però vive anche un tipo rozzo e sospettoso, che lei presenta come suo fratello... Il ravennate Dell'Olio è un inguaribile romantico, e si sente. Pioggia, amori sbagliati, solitudini, incontri mancati, rimpianti. Le sue sono storie illuminate da una sensibilità diafana, da una malinconia sognante. E in sottofondo la musica giusta, dai Doors a Capossela a Nick Cave (fra i tanti consigliati dallo stesso Dell'Olio in calce alla sua antologia di racconti assieme a film e libri). Un libro che se potesse godere della stessa esposizione mediatica tra i teenager probabilmente polverizzerebbe il successo di Tre metri sopra il cielo.
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Un angelo seduto tra i rifiuti e altre piccole storie quotidiane
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Tellusfolio
Il minimalismo carveriano di Francesco Dell’Olio. [estratto]
La quarta puntata di questa rubrica sui giovani scrittori italiani mi serve per presentare un autore di racconti, genere di difficile collocazione che in Italia non riesce ad avere fortuna. [...] Come direttore editoriale delle Edizioni il Foglio nella mia collana di narrativa italiana contemporanea, ho pubblicato la raccolta “Un angelo seduto tra i rifiuti e altre piccole storie quotidiane” che è molto indicativa della sua produzione. Il minimalismo di Dell’Olio ricorda molto Carver e infatti il giovane autore si dichiara da sempre suo lettore, ma si incontrano elementi di originalità nel taglio decisamente giovanilistico e in un’ambientazione nella provincia italiana.
Nella sua produzione più recente Dell’Olio cambia prospettiva e si dedica a un’analisi ironica del mondo letterario, abbandona alcuni manierismi presenti nell’opera prima e modifica lo stile in un dialogare rapido e sintetico. Dell’Olio affronta aspetti della vita quotidiana e del mondo giovanile, parla di concorsi letterari, di ambizioni da scrittore, ma anche di ragazze da tampinare. Nella storia che pubblichiamo i vari aspetti della vita coincidono in una medesima occasione, perché durante un concorso letterario si presenta un’occasione da non perdere. Il tono è disincantato, ironico, scanzonato. La scrittura procede per dialoghi rapidi e credibili. A mio parere è un passo in avanti nella narrativa di questo giovane autore, ma consiglio di scoprire la produzione minimalista di taglio carveriano tra le pagine di un’interessante opera prima edita da Edizioni Il Foglio.
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Un angelo seduto tra i rifiuti e altre piccole storie quotidiane
comparsa sul
blog di Francesca Mazzucato
Un angelo seduto tra i rifiuti e altre piccole storie quotidiane [estratto]
Una scrittura semplicemente semplice. Questi diciannove racconti di Dell’Olio presentano un autore che parla prevalentemente di se stesso. Giusto o sbagliato non può essere reato, per importare uno slogan utilizzato per tutt’altro (o quasi) campo di battaglia. Nel senso classico del termine, cioè che gira e rigira si entra “solamente” nel personaggio centrale delle narrazione; senza tenere troppo conto dell’ambiente circostante. Se non abbozzandone i tratti principali, che non sono nemmeno quelli salienti (a volte succede). Francesco Dell’Olio riesce a impressionare quando smorza i suoi racconti. Quando si chiede se è meglio troncare i finali, invece che stordirli con pesanti ed evitabili, scontate allusioni.
Paradossalmente quest’autore tiene in tensione nei momenti di minore tensione. Dove non ci pensa due volte a lasciare frasi “casuali” o inviare su carta gesti di quotidianità. Specialmente in territori nei quali lo scrittore non è preso dalla mania di denunciare esattamente chi sono i suoi padri letterali. Quali i suoi gusti preponderanti. Ma nelle dimensioni di ricerca si prende una sostanza che dice d’una buona dose di compiutezza di stile. [...] Incontri e accadimenti molti simili fra loro si concentrano in tutte le situazioni. Segreti sputati dopo anni e anni di tempo che se ne va, e che producono conseguenze atroci. Con finale perfettamente gradevole, in questo caso. Una strana storia d’un pittore che vende il suo quadro quasi per nulla; nonostante avance e insistenze d’altra portata. Un brutto Gesù ubriaco. E un clochard che adora l’attrice Muti.
Da segnalare, per riconoscenza verso il volenteroso Dell’Olio che con questo scritto propone tematiche attuali e reali, un buon micro-racconto che affronta il tema della voce senza corpo. Ovvero quel lembo di comunicazione lungo le intermittenze della linea telefonica. Una ragazza chiama un tipo sconosciuto al cellulare. La ragazza in questione ha bisogno di sentire quest’aiuto vocale. E per lungo tempo lo tartassa. In qualsiasi minuto della giornata. Di giorno e di notte; per brevi conversazioni o lunghissimi sfoghi. Fino alla sorpresa conclusiva. Quale? Comprare e leggere il libro, per saperlo. Magari www.ilfoglioletterario.it . Pure il racconto che da il titolo al volume offre atmosfere tutt’altro che distanti dalla gente. Specie dalle giovani generazioni, probabilmente. Bellissima questa citazione di Kerouac infilata nel libro:
Quando si è vivi ci si cura persino dei peli che il gatto ci lascia sui vestiti e poi tutti quanti restiamo con le mascelle spalancate, irrigidite davanti ai mostri di morte.
Parole connesse, per un certo verso, a parte del modo di vedere il mondo di Francesco Dell'Olio.